L'ORIGINE DELLA SPECIE, 2017                                                                                                               

documentay

4.png

Mario lavora come tassidermista. Il suo lavoro, ormai in via di estinzione, è fatto non solo di una grande conoscenza del mondo animale, ma anche dell'anatomia di ognuno di loro. Lo vediamo preparare una gallinella d'acqua, un animale che aveva nel congelatore dal 2011 e lo vediamo mentre ci spiega tutto il procedimento: dall'eviscerazione dell'animale, dai processi di mantenimento della pelle, fno alla “nuova vita” come animale impagliato, il tutto intervallato da qualche discorso legato alla memoria del carcere e di come questo lavoro lo avesse mantenuto vivo mentre era nelle celle di isolamento. Mario ha allestito in questi anni centinaia di animali che sono ora esposti nel museo e ci inoltra nella spiegazione di ogni dettaglio del museo, come un Virgilio, e le curiosità collegate alle singole creazioni. Lo seguiamo, oltre che nel laboratorio e nell'esposizione, anche nel magazzino dove sono conservati gli esemplari che non hanno trovato posto in questi anni ma che Mario prima o poi vuole assolutamente esporre. Qui troviamo una pelle di tigre, un giaguaro, un rinoceronte e molti altri animali riposti in scafali e coperti con del cellophane che ogni tanto Mario pulisce e disinfetta per non farli deperire.

Il telefono di Mario squilla e suona l'Internazionale: un suo collaboratore ha trovato un animale morto sul ciglio della strada. Lo seguiamo nella sua macchina tra le risaie di Novara. Anche qui i discorsi si intervallano tra argomenti sugli animali e sulla politica. A destinazione, sul ciglio della strada, in mezzo al nulla, troviamo l'animale che il suo collaboratore aveva notato: è una puzzola. Mario la prende e la maneggia con cura, dice “penso che sia qui da due giorni” e la riporta al museo dove la incarta per poi metterla nel freezer.